Problemi indicizzazione Google: come risolverli

Se stai riscontrando dei problemi di indicizzazione Google lascia che ti aiuti. Innanzitutto premettiamo che potresti trovarti qui per due ragioni:

  1. Non hai mai effettuato un’indicizzazione;
  2. il tuo sito è indicizzato ma adesso è scomparso.

Bene, sappi che so perfettamente come ci si sente nel primo caso, e purtroppo ti dirò, anche nel secondo.

Quindi restiamo razionali e senza troppi allarmismi andiamo ad effettuare un’analisi partendo da una definizione obbligatoria:

Ossia la differenza tra indicizzazione e posizionamento.

Differenza tra indicizzazione e posizionamento

Come prima cosa dobbiamo assolutamente distinguere questi due concetti totalmente diversi. Infatti si potrebbe rischiare di confonderli e quindi cercare una soluzione sbagliata ad uno dei due problemi.

Indicizzazione: significato

Il termine indicizzazione, significa letteralmente “inserire un sito all’interno dell’indice di Google”. In poche parole una volta che il tuo sito viene indicizzato, è come se avessi detto a Google “hey, lo sai che esisto anche io?”. A quel punto Google, avendo registrato il tuo dominio all’interno del suo indice, se e solo se lo riterrà opportuno, potrà mostrarlo agli utenti una volta che digitano una precisa chiave di ricerca.

NB: essere indicizzati non significa essere per forza visibili su Google. Infatti potresti essere tranquillamente indicizzato ma invisibile quando un utente digita una keyword. Questo dipende dal posizionamento che andremo a vedere tra poco.

Per poter verificare che il tuo sito sia presente sull’indice di Google devi digitare la seguente riga sulla barra di ricerca:

site:tuodominio.com 
site

Se invece volessi cercare un articolo o pagina specifica, allora l’attributo site dovrà essere seguito dal tag “intitle”:

site:tuodominio.com intitle:questo-argomento
intitle

Arrivati a questo punto, abbiamo constatato che nel primo screenshot il sito è presente nell’indice di Google.

Nel secondo caso abbiamo visto che un determinato argomento è stato indicizzato.

Quindi in questo caso non abbiamo problemi di indicizzazione Google.

Diamo ora uno sguardo al posizionamento.

Posizionamento: significato

Il posizionamento, come dice la parola stessa, riguarda la posizione che occupa un determinato contenuto del tuo sito web (solitamente un articolo) all’interno della Serp di Google.

Questo significa che se hai fatto un buon lavoro, scavalcato la concorrenza, insieme a tutta una serie di tecniche SEO allora il tuo articolo riuscirà a diventare #1, #2, #3 e via dicendo.

In questo caso bisogna esplicitare che:

  • Se un articolo è posizionato è per forza indicizzato;
  • se un articolo è indicizzato NON per forza è posizionato.

Il tutto equivale a dire che nel primo caso, potresti essere presente nell’indice ma a causa di X fattori SEO, Google non ti mostra sulla Serp.

Nel secondo caso, oltre che essere presente nell’indice hai anche dato l’impressione che il tuo contenuto abbia del valore tanto da posizionarsi nella posizione #X.

Ovviamente è molto più difficile posizionarsi rispetto ad indicizzarsi.

Per cui come prima cosa, ancor prima di pensare al posizionamento dobbiamo verificare che effettivamente il nostro sito sia indicizzato.

Per evitare possibili problemi di indicizzazione Google, diamo uno sguardo a questi elementi.

Verificare che il proprio sito sia indicizzato

Diciamo che esistono diversi metodi per testare e verificare che il proprio sito sia indicizzato senza troppi problemi. Quindi vediamo insieme tutte le tecniche:

1. Attributo/tag “site”

Questo attributo è esattamente ciò che abbiamo visto nella sezione precedente, dove ho allegato gli screenshot. Per cui ti basta effettuare quella ricerca e vedere quali contenuti sono stati indicizzati all’interno del tuo sito web. Quindi assicurati che tutte le pagine di tuo interesse si trovino nell’indice e per ovvie ragioni, escludi tutte le pagine che non vorresti venissero mostrate al grande pubblico di Google.

2. Verifica da Search Console

Per verificare che il tuo sito sia indicizzato senza mostrare problemi di indicizzazione Google quello che dovresti fare è osservare cosa ti dice Google stesso. Infatti la Search Console è un potentissimo strumento di comunicazione tra il webmaster e Google, per cui sfruttiamolo bene.

Come prima cosa assicurati di verificare la proprietà del tuo dominio o URL. Dopodiché inserisci il nome di dominio nella barra di ricerca in alto ed osserva il risultato.

Se il risultato è come quello nell’immagine, allora non devi preoccuparti.

url indicizzato

Se invece la spunta verde la vedi grigia, allora provvedi ad effettuare la richiesta di indicizzazione manuale.

Trovi la voce in basso a destra.

3. Verifica la sitemap

La sitemap, è la mappa del sito. Raccoglie tutti i collegamenti di un sito web. Per cui una volta che la mandiamo a Google, quest’ultimo penserà ad elaborarla periodicamente in cerca di aggiornamenti e novità all’interno del tuo sito web.

Se infatti l’avrai inviata correttamente, i crawler di Google riusciranno ad individuare tutti i tuoi contenuti ed a indicizzarli in maniera naturale.

Una buona sitemap consente ai crawler di Google di analizzare il sito, confrontarlo con altri milioni di risultati e decidere che fine farà sulla Serp di Google.

Nel momento in cui l’hai inviata correttamente, vedrai questo risultato:

sitemap inviata correttamente

Come puoi vedere dall’immagine, l’ho inviata una volta e Google e in assenza di errori, provvederà a consultarla in automatico per rilevare eventuali modifiche o aggiornamenti all’interno del mio sito web.

Per generare la tua sitemap, scarica il plugin Yoast SEO.

Una volta installato genererà per te in automatico la sitemap del sito. A quel punto, copia l’URL ed invialo a Google.

4. Controlla i robots.txt

I robots.txt banalmente, sono dei file situati nella cartella principale del tuo sito che hanno lo scopo di comunicare con i motori di ricerca. Quindi danno indicazioni su cosa i crawler possono o meno scansionare. Tutto ciò ovviamente ai fini dell’indicizzazione ed eventualmente, del posizionamento.

Un buon robots.txt o meglio, un robots.txt che consente una corretta indicizzazione ha il seguente formato:

User-agent: *
Disallow:

Sitemap: https:/tuodominio.com/sitemap_index.xml

All’attributo disallow potresti aggiungere dei percorsi che non vuoi che siano indicizzati. Ad esempio:

Disallow: /wp-admin/

Alla fine, non ha senso che la tua area di login personale sia visibile sulla ricerca Google. Per cui con questo comando stai dicendo espressamente ai crawler di farsi gli affari propri.

Lo stesso ragionamento può essere applicato a qualsiasi altro percorso del sito che NON vuoi indicizzare.

Continuiamo a vedere quali possono essere i problemi di indicizzazione Google.

5. Controlla le penalizzazioni

penalizzazioni

Quando lavori sporco, o fai delle azioni che Google reputa fraudolente per aumentare traffico, backlink e quant’altro, allora sappi che rischi seriamente un de-index.

Della serie: Google nota che hai acquistato 20k backlink e decide quindi di penalizzarti. In che modo? In realtà potrebbe attaccarti sotto vari aspetti, uno di questi è sicuramente i problemi di indicizzazione Google.

Magari eri abituato a ricevere 5k visite al giorno grazie a pratiche fraudolente utilizzate nel mondo web e quando Google se ne accorge, magicamente il tuo dominio sparisce dal suo indice.

In questi casi, solitamente, troverai sulla Search Console un avviso su una delle seguenti voci:

  • Azioni manuali;
  • problemi di sicurezza.

CONSIGLIO: NON BARARE. Mettici tutto il tempo che ti serve ma costruisci il tuo sito mettendo un mattone alla volta. Il web è una maratona non una gara da 100 mt.

6. Controlla le performance del sito

Quando parliamo di performance del sito, ci riferiamo al rendimento di quest’ultimo in termini di:

  • Velocità;
  • prestazioni;
  • sicurezza

e qualsiasi altro criterio che Google possa prendere in considerazione nel momento in cui decide di indicizzare o meno un nostro contenuto.

Se ad esempio tramite lo strumento delle performance del sito fornito direttamente dagli sviluppatori di Google, chiamato page speed insight, hai dei rendimenti bassi in termini di velocità, assicurati di rimediare il prima possibile.

Come puoi vedere dalla scansione, risulta che il mio sito ha perfettamente superato i test di Google. Tant’è che per la versione desktop ho raggiunto il massimo che sia possibile.

Mentre per quella mobile ho totalizzato un punteggio di 91/100. Per cui c’è ancora un margine di miglioramento.

Se invece noterai che il tuo sito è parecchio lento e sfora i parametri minimi richiesti da Google, allora è possibile che decida di non mostrarti sulla Serp.

Puoi fare un controllo incrociato con gli strumenti di GTmetrix e Pingdom.

7. Costringi i crawler di Google a visitare le tue pagine

Un “trucco” intelligente, è quello di inserire sul proprio sito web la pubblicità di Google Adsense. Dovendo quindi Google “mantenere il contatto” con il tuo sito web per monitorare e permetterti di ricevere la pubblicità, allora invierà più frequentemente i suoi crawler per monitorare eventuali cambiamenti e modifiche.

Un’altra tecnica molto potente, consiste nello sfruttare la link building sia interna che esterna. Se ad esempio un mio contenuto ha dei problemi di indicizzazione Google, allora posso “costringere” Google a fare il crawl attraverso due strade:

  • Inserisco un link da un articolo del mio sito web che è indicizzato e lo mando verso l’articolo o la pagina del mio sito web che sta avendo problemi di indicizzazione;
  • cerco di ottenere dei backlink naturali verso il mio articolo o pagina che non è stata indicizzata.

Entrambi i metodi costringono i crawler di Google quanto meno a prendere in considerazione il fatto che ci sia un URL di un nostro articolo o pagina da visitare.

Per cui Google, seguendo il percorso della link building lo troverà ed indicizzerà.

NOTA BENE: per backlink naturale si intende un link ricevuto da un altro sito web senza secondi fini. Della serie che sto scrivendo questo articolo sull’indicizzazione, vedo un altro sito web che ne parla e lo linko così da dare maggiori risorse all’utente che sta consultando il mio contenuto.

Un backlink innaturale è quando ad esempio vai su Fiverr ed acquisti in massa un servizio di backlink. Tipo spendi 200€ e ricevi 10k backlink. Ovviamente, se all’inizio la tua DA ne gioverà, sul lungo periodo, quando Google si accorgerà che stai barando, ti penalizzerà.

Alcune penalizzazioni sono molto difficili da risolvere, è come se il tuo sito avesse la fedina penale sporca. Per cui giochiamo pulito, facciamo le cose seriamente e non tentiamo di imbrogliare.

Piuttosto ci sono altri modi per ottenere backlink “naturali”, ossia con le collaborazioni.

Scopri di più con il mio articolo dedicato sui guest post.

8. Non hai impostato un tag canonical

Non avendo impostato un tag canonical, mandi in confusione Google che non capisce quale URL deve indicizzare.

Se ad esempio il tuo sito si chiama belsito.it ed hai le versioni:

  • http://belsito.it;
  • https://belsito.it;
  • www.belsito.it

Google giustamente si chiede, qual è la versione corretta della pagina che devo mostrare sulla Serp? Ovviamente sta a noi indicarglielo settando appunto il tag canonical.

Settare tag canonical

Come puoi vedere dall’immagine, con il comando ispeziona sul mio sito web, è scritto chiaramente quale sia il tag canonical che ho impostato.

Infatti, avendo una versione AMP per il mobile, onde evitare che Google andasse in confusione gli ho detto quali URL deve indicizzare.

Possibilmente assegna il tag canonical all’URL che contiene il certificato SSL, quindi https:

Per impostare il tag canonical, ti suggerisco di installare il plugin Yoast SEO per WordPress.

Per una corretta configurazione, leggi la documentazione ufficiale rilasciata dagli sviluppatori di questo fantastico codice.

Una volta che avrai fatto correttamente tutti i passaggi elencati sopra, i problemi di indicizzazione Google dovrebbero scomparire. Ovviamente se hai fatto le modifiche oggi, dai tempo almeno due settimane ai crawler per comprendere i cambiamenti che hai effettuato.

Il nostro motore di ricerca preferito, impiegherà del tempo per individuare e validare le nostre modifiche, quindi cerchiamo di avere pazienza. Due settimane sono un tempo indicativo dovuto dalla mia esperienza. Alcune pratiche invece, specialmente la SEO possono richiedere anche mesi.

E visto che questa parte tecnica rientra nella macro area della SEO, allora non escluderei tempistiche simili.

Regola di base: assicurati di aver fatto tutto il necessario per essere indicizzato. Se non succede niente, aspetta. Se passa troppo tempo e per troppo si intende tipo 1 mese dove ancora hai problemi di indicizzazione, allora rivolgiti ad un esperto.

Problemi di indicizzazione Google: ulteriori considerazioni

Nel momento in cui hai verificato che le condizioni precedenti sono rispettate e che quindi da lato tuo non riscontri nessun tipo di problema, potresti voler fare un ulteriore controllo.

Infatti noi, siamo delle persone. Per cui possiamo sbagliare, omettere delle informazioni, dei passaggi, etc. Quindi quello che dobbiamo fare è incrociare i dati raccolti manualmente con quelli forniti dalla tecnologia. Nello specifico mi riferisco a quei software o plugin che ci aiutano a vedere le cose in maniera più chiara e limpida.

1. Fai un site audit

Ora, premesso che il site audit è in questo caso, “un per di più”, il mio consiglio è di farlo comunque e ti spiego perché. Nel momento in cui fai un audit del tuo sito web, vai a fare un’analisi meticolosa e scrupolosa di tutto il tuo sito. Questo significa che otterrai informazioni di valore molto importanti riguardo alla salute e le performance in generale. Potrai infatti porre l’attenzione su:

  • Salute generale del sito;
  • percentuale di “crawlabilità”;
  • percentuale di utilizzo del certificato SSL;
  • eventuali errori di ogni genere 404, 503, etc;
  • immagini rotte;
  • link rotti;
  • tossicità dei backlink

e veramente ma veramente un sacco di altre cose. Ad ogni modo porrei parecchia attenzione sulla tossicità dei backlink. Devi sapere che se Google reputa che per un motivo o per un altro il tuo sito è linkato da dei siti tossici, spam, malevoli, etc, allora subirai una penalizzazione.

Cosa devi fare? Semplice, crea un file e scrivi questo codice:

domain:sitospam.com
domain:sitobrutto.com
domain:nontivoglio.com

OVVIAMENTE DEVI CAMBIARE I NOMI DI DOMINI UTILIZZATI NELL’ESEMPIO CON I DOMINI CHE TI HANNO INVIATO DEI BACKLINK TOSSICI.

Una volta creato il file, salvalo come .txt. Puoi anche allegarlo su una piattaforma cloud così da poterlo aggiornare ogni volta che ne avrai bisogno.

Bene, ora che hai fatto la lista completa di tutti i domini che ti hanno inviato dei link tossici non ti resta che inviarli a Search Console tramite lo strumento disavow.

Comando disavow

Come puoi vedere nella foto, attualmente, ho appena aggiornato il file e ricaricato. In tutto ciò ho segnalato a Google ben 59 domini spam che hanno creato centinaia di backlink verso il mio sito. Con un backlink audit ho rilevato la loro tossicità e pertanto li ho rimossi evitando di poter essere penalizzato da Google.

2. Usa l’estensione chrome SEO minion

Diversi mesi fa utilizzavo il comando ispeziona per scoprire il tag utilizzato da un determinato elemento fino a quando non ho scoperto SEO minion. La cosa bella è che ti dice le informazioni principali riguardo l’URL che stai visitando.

Seo Minion

Già da questa prima schermata noto subito delle info interessanti:

  • il codice 200 indica che c’è una risposta positiva con il server;
  • mi riferisce chiaramente che è indicizzabile.

Ovviamente, ti consiglio di aprire diverse voci ed ottenere molte informazioni sulla struttura SEO di una pagina web.

Con questa estensione totalmente gratuita, potresti anche riscontrare l’eventuale presenza di problemi di indicizzazione Google. Se infatti saranno presenti, l’estensione stessa te li segnalerà.

Problemi indicizzazione Google Giugno/Luglio 2022

Come avrai notato in questi due mesi, sono successe davvero molte cose. Infatti Google ha rilasciato diversi aggiornamenti al suo algoritmo annunciando anche di aver riscontrato dei bug.

Passano alcune ore e…

Il problema qual è però?

Che molti ma moltissimi utenti si stanno lamentando di questo bug. Infatti ho fatto un’indagine su Linkedin, Twitter e Youtube ed ho avuto modo di constatare che i webmaster lamentano i seguenti problemi:

  • Problemi di indicizzazione Google, specialmente per i nuovi contenuti;
  • calo del traffico;
  • calo del rank;
  • calo della monetizzazione;
  • sito scomparso dall’indice (in alcuni casi).

A me invece accade tutt’ora che i nuovi contenuti non riescono a mantenere una posizione salda all’interno della Serp. Ad esempio adesso potrei essere #1 per una keyword a caso ed un’ora dopo potrei essere #100.

Ho constatato inoltre che questa mia problematica in realtà accade anche ad altre persone:

Problemi indicizzazione Google degli utenti

La base del problema che tutti riscontrano è il calo del traffico, dovuto a dei problemi di indicizzazione Google.

Perché sta accadendo questo e come risolvere?

La risposta al perché stia accadendo ce la fornisce Google: hanno rilasciato una serie di aggiornamenti tra cui quello del “product reviews update”.

Questo significa che tutti i siti web di comparazione, recensioni, il migliore, etc, saranno sottoposti ad una scansione. Se quindi hai un sito web su questa nicchia ed i tuoi contenuti sono scadenti, allora è molto probabile che i problemi di indicizzazione Google dipendano da questo.

Per risolvere: elimina tutti i contenuti non curati. Fai un redirect verso una nuova pagina dove raccogli tutte le info più importanti degli articoli appena eliminati. Ho visto un webmaster adottare questa tecnica ed ha recuperato il suo traffico nel giro di 10 giorni.

Per quanto riguarda il come risolvere…

fondamentalmente, noi webmaster, quello che possiamo fare è mettere in condizione Google di riuscire a trovarci nel migliore dei modi. Qui non parlo solo dei crawler, parlo in generale. Cerchiamo di non commettere azioni fraudolente, tipo l’acquisto di backlink. Allo stesso tempo, non creiamo contenuti privi di valore solo per piazzare 2 banner pubblicitari. Noi, da lato nostro, dobbiamo essere sicuri di aver fatto tutto bene. Nel momento in cui avrai accertato che:

  1. Hai indicizzato il tuo sito;
  2. non ci sono errori;
  3. i file del sito non impediscono ai crawler di raggiungerlo;
  4. non hai penalizzazioni in corso;
  5. la salute del sito è buona

allora a quel punto il mio consiglio è: tranquillizzati. Non possiamo sapere esattamente cosa stia testando Google e soprattutto, non sappiamo quanto durerà questa fase.

Quello di cui sono sicuro è che aggiornare un algoritmo o database di Google non sia come aggiornare una pagina WordPress. Google gestisce una mole gigantesca di dati per cui ogni volta che applica una modifica ha bisogno di tempo affinché venga propagata nel migliore dei modi.

Quindi potenzialmente se il problema dell’indicizzazione Google è nato ed è stato risolto in data 15 luglio, potrebbe tranquillamente durare un mese o anche di più prima di risolversi e stabilizzarsi. In attesa che passi questo ipotetico lasso di tempo, continueremo ad avere problemi con l’index dei nostri nuovi contenuti.

Conclusioni sui problemi di indicizzazione

In questo articolo abbiamo visto tutto quello che c’è da sapere sull’indicizzazione e come affrontare eventuali problemi nell’indicizzazione Google.

Il mio consiglio è comunque quello di restare calmo, valutare i punti sopracitati e se proprio non ne vieni a capo o vuoi essere sicuro, allora prenota una consulenza in modo da analizzare la tua situazione step by step.

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Lorenzo Mariani
Lorenzo Marianihttp://lorenzomariani.site
Sono Lorenzo Mariani, laureato in Psicologia. Dal 2018 mi occupo di online marketing e di investimenti. Grazie alla mia esperienza fornisco indicazioni e consigli utili a risolvere i problemi più comuni legati a queste attività. Ho a cuore il tempo che i miei lettori dedicano a leggere i miei articoli, pertanto dedico sempre il massimo sforzo e professionalità.

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